Il Valetudinarium, all'interno di un convento, è il luogo in cui ci si risana. Lo spazio interiore in cui si raggiunge la tranquillità. Etimologicamente deriva da "valere", ovvero essere sano e forte. I primi monaci chiamavano "valetudinarium" la loro cella, un luogo in cui ci si risana.
Così, allo stesso modo, questo spazio nell'etere vuole essere un luogo dove lasciare i nostri pensieri, in assoluta libertà, sui fatti che accadono nel mondo, vicino e lontano da noi. Per non restarne semplici spettatori, per stimolarci continuamente a riflettere sulla complessità del mondo, sulle sue contraddizioni e sulle sue ombre, senza peraltro dimenticarne l' infinita bellezza.
Non so se quest'esercizio, fino ad oggi inconsapevolmente e quotidianamente praticato nella nostra casa, possa alla fine portare alla tranquillità interiore. Sarebbe già molto se ci aiutasse a guardare la realtà con quella serenità che deriva dalla consapevolezza di aver voluto andare oltre la notizia così come ci viene trasmessa, di aver voluto cercare di comprendere quel che ci sta dietro, di aver fatto ogni sforzo per giungere alla verità, di essere sempre in cammino, sempre alla ricerca.
Non ci mancheranno le parole, perchè, come diceva Quintiliano nelle sue Institutiones Oratoriae, "Pectus est enim quod disertos facit". E' infatti il cuore ciò che rende eloquenti.
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