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Napulè

Vista da quassù Napoli presenta più difetti che pregi; da sempre la retorica massmediatica dipinge Napoli come una città piena di problemi nella quale agli occhi nostri parrebbe assai difficile abitarci; in realtà, come per lo più avviene, la conoscenza diretta dei fenomeni - ivi compreso quello di Napoli - porta a valutazioni diverse.
I problemi della città rimangono, ma c'è dell'altro; c'è una parte considerevole di città che è fatta di gente in gamba onesta e laboriosa che, proprio malgrado, deve convivere con le disfunzioni del sistema Napoli che si trascinano da decenni.
La verità è che le vere vittime delle storture dell'amministrazione Napoletana sono proprio quella maggior parte di cittadini napoletani che tutte le mattine si alzano per compiere il loro lavoro onestamente seriamente e tra mille difficoltà. Non è forse il momento che anche i cittadini di Napoli abbiano diritto a vedere le loro strade pulite, i loro uffici pubblici che funzionano, i loro diritti garantiti e non concessi come ai sudditi; se solo parte di queste speranze si compissero pensate alla gioia di vivere in una città con un lungo mare affascinante un clima temperato tutto l'anno, arte e cultura buona cucina e tanta allegria che si respira nell'aria.
E' chiedere troppo ?

Commenti

micnat ha detto…
Una vita normale.
Ho 36 anni, sono nato e cresciuto a Napoli, è qui che oggi vivo, e se dovessi guardare indietro e rivedere il film della mia vita... le mie scelte... tutto il percorso..., mi verrebbe da dire che ho avuto una vita piuttosto "normale": famiglia tradizionale, scuola, università, lavoro, moglie e figli. Ma in realtà è un illusione.... sarebbe "normale" altrove ma non qui, non a Napoli. A Napoli niente è "normale", a parte la voglia di normalità che ho tutte le sante mattine quando mi alzo.
Ecco, è questo il punto. La mia città è diversa dalle altre, e io vorrei che non lo fosse. Io ed i miei concittadini siamo diversi... io vorrei non esserlo, altri sanno di esserlo e su questo fondano il loro potere. Si, è questo il punto. A Napoli vivono due realtà parallele che, di tanto in tanto, si incrociano. Da un lato quelli che vorrebbero una "vita normale", e dall'altro quelli nella anormalità sono diventati forti, fortissimi. Tralasciando il banale e comprensibile disagio di quelli facenti parte della prima categoria (sui quali, comunque, ben varrebbe la pena di soffermarsi per comprendere come in effetti, anche questi, non siano nè santi, nè martiri) vorrei soffermarmi sui secondi.
Quello che da "lassù" non si vede è il COLORE della nostra realtà. I media di massa, nel descrivere il NERO, rimandano, quasi sempre, la solità immagine di Napoli: i problemi più gravi sembrano essere la camorra (i morti ammazzati, le guerre tra clan, il "controllo del territorio") e la microcriminalità (lo scippo, la rapina...). Ma non è così, questa è una parte del problema. Tra il NERO (i cattivi) ed il BIANCO (i buoni) c'è il cancro della mia città, quello che la sta uccidendo, quello che non si estirpa con i militari che presidiano le strade (che comunque son necessari), quello che i media di massa non rimandano. C'è una enorme fascia GRIGIA, una cappa, che avvolge tutto e che soffoca tutto, si chiama "illegalità diffusa". Fino a quando non riusciremo a "fareluce" in quella nebbia non avremo mai una "vita normale" e non potremo davvero godere tutto il bene e tutto il buono della mia splendida città.

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