E' terminato il Tour de France, per il terzo anno consecutivo la vittoria finale è andata ad uno spagnolo; fu prima la volta di Pereiro che beneficiò dell'esclusione per doping del vincitore Landis, poi è stata la volta di Contador ed infine ieri è toccato a Sastre; sono anni in cui il caso doping chiamato "operacion puerto" partito dalla Spagna ha tolto di scena alcuni gorssi nomi, primi fra tutti Ullrich e Basso i veri grandi pretendenti alle vittorie ai giri, lasciando però immacolati gli spagnoli che non hanno subito sanzione alcuna pur esendo alcuni di essi molto chiacchierati.
Ora appare evidente anche dal recente caso Riccò che l'uso di sostanze dopanti è ancora presente nel modo dello sport e del ciclismo in particolare; del resto solo dei superuomini possono affrontare per tre settimane fatiche quali quelle a cui vengono costretti i ciclisti. Il fatto è che un ciclista o un atleta in generale è dopato non se usa sostanze illecite, bensì solo nel caso in cui queste sostanze vengano accertate. Se un corridore semi-sconosciuto è stato fermato per doping al Tour, senza avere mai vinto una tappa o comunque senza avere fatto alcuna prestazione esaltante, c'è da chiedersi perchè si sia dopato. La risposta è che molto probabilmente lo ha fatto per reggere i ritmi della gara. Ma allora è possibile che molti altri l'abbiano fatto ma non sono stati scoperti.
E nel passato; quante vittorie sono state favorite dall'uso di sostanze proibite ?; in assenza di controlli però quelle vittorie sono valide. Prendiamo il caso di Riccò; sportivamente si può affermare che lo scalatore romagnolo era senza dubbio il più forte in montagna ed avrebbe probabilmente lasciato il segno sulla Grande Boucle; se è vero che ha assunto sostanze proibite quelle prestazioni erano falsate chimicamente; ma se poi altri atleti hanno fatto uso di sostanze proibite ma nessuno li ha smascherati ecco allora che avremmo dei corridori coperti di infamia ed altri coperti di gloria pur avendo adottato le stesse pratiche illecite.
La soluzione a questo problema dovrebbe quindi essere una sola; o le agenzie di controllo del doping danno la piena garanzia di essere in grado di colpire indistintamente tutti gli atleti e per qualsiasi sostanza dopante essi assumano, oppure, se questa certezza non viene data, è meglio lasciare libero ciascun atleta di allenarsi e doparsi come meglio crede così come è avvenuto anche in passato senza che vi fossero tanti controlli; del resto come diceva Brera se un somaro si dopa rimane comunque un somaro a fronte di uno stallone che dopandosi diventerà un super stallone; del resto i casi di doping al tour lo dimostrano; su quattro atleti accusati di avere fatto uso di doping solo Riccò ha emozionato le folle, gli altri sono rimasti comunque nel loro anonimato. Ed allora bando ai falsi peana ed ai falsi moralismi: al doping non deve sfuggire nessuno oppure doping libero per tutti.
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