La crisi economica ridisegnerà i rapporti di forza fra le nazioni e potrebbe ridisegnare anche i profili istituzionali del nostro stato.
E' sotto gli occhi di tutti la profonda divisione che esiste fra le due italie; l'una produttiva "lato sensu" l'altra indissolubilmente legata all'assistenza da parte dello Stato centrale; il problema si acuirà con la crisi economica perchè il gettito fiscale dei settori produttivi sarà di gran lunga inferiore rispetto al passato; crollando le entrate tributarie caleranno le risorse dello stato per sostenere i settori poco produttivi; è chiaro che la crisi colpirà nella prima fase sopratutto il Nord del paese essendo ivi concentrate le aziende piccole e grandi che impiegano milioni di lavoratori; ma in un secondo momento verranno colpiti anche coloro che sopratutto al Sud vivono di lavori precari all'apparenza ma che in realtà da decenni garantiscono un livello di vita dignitoso grazie all'intervento della politica; non è necessario affrontare il tema dei clientelismi di varia natura; basti dire che la situazione sarà non più sopportabile perchè il cassintegrato o disoccupato al Nord non accetterà che lo Stato continui a garantire rendite di posizione seppur bassae a lavoratori occupati in servizi inutili o per nulla produttivi; se questo sistema poteva avere una propria logica in passato, dove si garantiva a tutti un minimo salario così da evitare tensioni sociali, ora che le risorse stanno finendo tutto ciò non potrà più essere garantito; ma quali conseguenze ci saranno allora? se la coperta è corta una delle due parti comunque starà al freddo; L'importante è che il freddo non diventi gelo perchè altrimenti i rischi per la tenuta sociale sono davvero elevati.
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